Facebook, condanna per sostituzione di persona

"pena concordata di giorni 15 di reclusione, convertita in euro 3.750 di multa

aveva utilizzato, per il proprio profilo facebook, la foto di un'altra persona.

Caso accaduto a Pordenone, 

sentenza del 7 dicembre 2016, 

"pena concordata di giorni 15 di reclusione, convertita in euro 3.750 di multa, da corrispondersi in 30 rate mensili di pari importo, per il delitto contestatole ai sensi dell'art. 494 cod. pen., per avere utilizzato, per il proprio profilo facebook, la foto di un'altra persona."
E' l'esito di una denuncia per sostituzione di una persona, uno dei tanti casi di megalomani che cercano di emulare personaggi famosi o politici e po si ritrovano in "braghe di tela".
Essere su Facebook non vuol dire farsi i "cavoli propri" scrivendo di tutto e di più nell'impunità: continuano gli appelli spesso inascoltati.
Si tratta per lo più di invettive politiche ma anche lì occorre la massima attenzione, c'è gente licenziata per un " mi piace" o denunciata per invettive e commenti inappropriati.
Non si può rimproverare nessuno con pacatezza, dopo avergli fatto notare che certe cose non si dovrebbero nemmeno pensare, figuriamoci scriverle.
Inadeguatezza culturale, spinte dall'inesperienza o altro spingono ad atti che possono sfociare in denunce e poi si paga per la baldanzosità di certe "tesi" basate sul nulla o sul passaparola di amici degli amici che non sono tali..

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