Mercati azionari sostanzialmente invariati, con i principali indici solo in leggera flessione rispetto ai livelli di massimo

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Mercati finanziari

I mercati azionari

Mercati azionari sostanzialmente invariati, con I principali indici solo in leggera flessione rispetto ai livelli di massimo. Anche le elezioni nel Regno Unito, che hanno costituito l’evento politico centrale della settimana, non hanno prodotto turbamenti né significativa volatilità. Tuttavia la perdita della maggioranza assoluta in Parlamento da parte del partito del premier Theresa May potrebbe aprire la strada a maggiore incertezza politica.

Dalla riunione della Bce alcuni elementi di rilievo: èstato tolto dalla comunicazione finale il riferimento alla possibilità di un taglio di tassi e modificato il giudizio sulle prospettive di crescita che ora non sono più orientate al ribasso. Non si vedono, secondo quanto scritto da Draghi, rischi di inflazione. Il presidente della Bce ha comunque precisato che, per contro, l’inflazione non mostra segnali di crescita sostenuta e stabile.  E proprio questa dinamica dei prezzi spinge la Banca Centrale al mantenimento di una politica monetaria molto accomodante.

 

 

 

Fonte: elaborazione interna, dati al 9 giugno 2017.

 

I mercati obbligazionari

Chiusure contrastanti in corso della settimana. Nuovi rialzi degli indici governativi in Europa per il tono ancora morbido della Bce e le incertezze politiche del Regno Unito. Decennale in flessione negli Stati Uniti mentre si rafforzano le aspettative di un rilazo di 25 bps nel prossimo incontro del Fomc. Poco variati nel complesso gli spread sul debito corporate. Restringono invece quelli dei paesi emergenti, che sono sostenuti da buoni fondamentali.

 

Fonte: elaborazione interna, dati al 9 giugno 2017

 

 

Mercati valutari e petrolio

Il dollaro chiude la settimana in leggera ripresa contro le principali valute seguite, ma ancora su un trend di indebolimento. La sterlina ha risentito del risultato elettorale in Inghilterra ma con una performance sul periodo, per quanto negativa, tutto sommato contenuta (soprattutto nei confronti dell’Euro).

Il prezzo del petrolio perde ancora terreno, attestandosi su nuovi minimi, penalizzato dai dati settimanali sulle scorte negli Stati Uniti (superiori alle attese) che hanno ancora un volta deluso il mercato. Al di là del dato settimanale, lo scenario per il prezzo del petrolio rimane di debolezza.

Il presente documento ha natura meramente informativa, non ha contenuto pubblicitario o promozionale, e non contiene raccomandazioni, proposte, consigli ad effettuare operazioni su uno o più strumenti finanziari, né costituisce un’offerta di vendita o di sottoscrizione di strumenti finanziari o una sollecitazione all’investimento in qualsiasi forma. Le informazioni, di cui al presente documento, vengono aggiornate periodicamente e sono acquisite da fonti ritenute attendibili dal mercato, senza che Fideuram Investimenti SGR S.p.A. possa tuttavia garantirne in assoluto la veridicità e la completezza. Le opinioni, previsioni o stime contenute nel presente documento sono formulate con esclusivo riferimento alla data di redazione dello stesso, e non costituiscono in alcun modo un indicatore dei risultati o di qualsiasi altro evento futuro. Fideuram Investimenti SGR S.p.A. si riserva il diritto di modificare, in ogni momento, le analisi e le informazioni ivi riprodotte.

 

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