Massoneria/Stefano Bisi, intervistato da Criseo per la proposta dell’On.Fava contro la Massoneria

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Il dibattito sulla Massoneria prosegue senza sosta in Italia, ora pure con l’On Fava del PD, vicepresidente della Commissione Antimafia.

Sarà perche’ potrebbe avvicinarsi il voto e si cerca il consenso facile con i soliti temi sbandierati?
L’On.Caludio Fava tra l’altro, dati di Openpolis, non e’ neanche tra quelli più presenti al Parlamento, con il 58.53% di presenze, mentre nel resto del tempo e’ assente per missioni o non partecipa al voto.

Questa precisazione si intende tanto per fare capire ai lettori qual e’ l’attività del parlamentare.
Cominciamo ad addentrarci nel merito delle associazioni seguendo quanto sancisce la Costituzione Italiana:
La libertà di associazione, è sancita dall’art. 18, comma 1, Cost., che dichiara: «I cittadini hanno diritto di associarsi liberamente, senza autorizzazione, per fini che non sono vietati dalla legge penale».
Il diritto di associarsi e’ e deve essere garantito a tutte le associazioni, e non si capisce come si tenti di limitarlo solo ed esclusivamente contro i massoni.

Se il problema e’ la segretezza e la riservatezza a tal riguardo leggiamo quanto previsto dalla Costituzione:

“Sono proibite le associazioni segrete e quelle che perseguono, anche indirettamente, scopi politici mediante organizzazioni di carattere militare”.

Analizziamone il contenuto: tutte le associazioni hanno finalità di riservatezza e vincolo di solidarietà mentre per quanto riguarda gli appartenenti nessuno li pubblica, ne’ partiti ne’ sindacati, ne’ altre associazioni.
Se la riservatezza sui nomi e’ garantita ai partiti non si vede perche’ lo stesso principio non possa essere applicato a tutte le associazioni, comprese quelle massoniche.

Il problema si era evidenziato negli anni scorsi con la Loggia P2, che ricordiamo fu sospesa dal GOI il 26 luglio 1976. E fu più il fumo che altro. Ricordiamo varie commissioni ma alla fine in diversi arrivarono a conclusioni poco edificanti ma nella sostanza, ridimensionandone l’impatto.

” Massimo Teodori, che partecipò come deputato radicale ai lavori della commissione parlamentare presieduta da Tina Anselmi, nel suo libro Complotto! dichiarava nel 2014 «sono trent’anni che si spaccia la patacca P2 come il grande complotto dietro i tanti misteri dell’Italia repubblicana» per lui la P2 non era altro che la faccia nascosta della partitocrazia denunciata dai radicali, non una centrale di complotti.

E Su conclusioni simili anche il giornalista Indro Montanelli criticò queste teorie, sostenendo che la P2 era una mera e semplice “cricca di affaristi” in stile mafioso, senza volontà né capacità di vero pericolo golpista.
Si era cercato di addossare e accostare la P2 a tutti i misteri e le nefandezze d’Italia, dalla strage di Bologna al caso Calvi, fino a fare risultare iscritti personaggi di tutti i livelli tra cui generali delle forze armate, politici vari, in una confusione e depistaggi tali da far gridare allo scandalo senza mai prove certe e definitive.
Si butta sempre tutto in politica per colpire l’avversario addossandogli di tutto, vizio mai in disuso.

Questo vizio continua ancora oggi in cui si cercano bersagli e avversari per imbonirsi l’opinione pubblica in termini elettorali ed emergere con “verità” mai dimostrate.

Nell’intervista telefonica col sottoscritto, il Gran Maestro Stefano Bisi, cita Gramsci ma anche Falcone di cui riportiamo il pensiero:
“Questi crimini eccellenti, su cui finora non si è riusciti a fare interamente luce, hanno alimentato l’idea del «terzo livello », intendendosi con ciò che al di sopra di Cosa Nostra esisterebbe una rete, ove si anniderebbero i veri responsabili degli omicidi, una sorta di supercomitato, costituito da uomini politici, da massoni, da banchieri, da alti burocrati dello Stato, da capitani di industria, che impartirebbe ordini alla Cupola. Questa suggestiva ipotesi che vede una struttura come Cosa Nostra agli ordini di un centro direzionale sottratto al suo controllo è del tutto irreale e rivela una profonda ignoranza dei rapporti tra mafia e politica”.
Segue l’intervista con le parole genuine e non tagliate del Gran Maestro.

Giuseppe Criseo
Editore
Varese Press

— vignetta a cura di Sergio Sarri

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