Elezioni, Grillo arretra ma non è finita qui

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di Giuseppe Criseo

Le elezioni portano sempre sorprese in questi ultimi anni.

Votano sempre meno persone, è questo il dato che dovrebbe preoccupare di più, ma non interessa alla maggior parte dei commentatori.

E’ invece un punto importante, per chi crede nella democrazia (Forma di governo in cui il potere viene esercitato dal popolo, tramite rappresentanti liberamente eletti).

Se il popolo diminuisce, cala la democrazia in quanto pochi decidono per tutti.

Non è novità che nelle amministrative vincano i più radicati, coloro che hanno sedi fisiche e fanno attività sul territorio, attività che talvolta è clientelismo e ricerca dell’interesse particolare..

Dall’altra parte c’è il non-partito che deve confrontarsi, alle politiche fa certi numeri, alle amministrative viene ridimensionato.

Le due forme, il radicamento e il non radicamento voluto presentano pregi e difetti:il radicamento vuol dire avere attivisti e interessi non sempre legittimi ma comunque presenti.

Il non radicamento è voluto per non creare clientele locali, boss locali incontrollabili e che potrebbero condizionare le scelte dall’alto fanno paura a Grillo, mentre servono ai partiti tradizionali.

Le due forme quella tradizionale sul territorio e quelle verticistica gestita via internet producono effetti diversi voluti e quindi non è il caso nè di allarmarsi ( Grillo) nè di esultare ( Berlusconi e Renzi).

Lo scollamento tra vita reale e politica ha prodotto il non-partito e ci vorranno anni per tornare ai partiti tradizionali che sopravvivono con false liste civiche, intrufolandosi dovunque per raccogliere alla faccia dei cittadini.

Deformazioni di entrambi i modi di gestire la vita politica del paese, in  cui i partiti sono chiusi e se si rinnovano magari peggiorano ( Renzi il demagogo).

Il  movimentismo esasperato non dà risposte al territorio e non fa crescere chi magari legittimamente vorrebbe impegnarsi costringendo i grillini quando riescono ad arrivare al governo, di cercare tra vecchi personaggi o persone digiune che dall’oggi al domani diventano assessori, sindaci o onorevoli.

Come se ne esce? Con il rinnovamento dei partiti o con la nascita e crescita di altri, mentre Grillo deve scegliere: se vuole governare deve costruire una classe dirigente a tutti i livelli.

Grillo avrebbe dovuto fare piccoli passi, prima i comuni,regioni e poi il Parlamento, non il contrario. Salvini invece parte dal territorio ma deve scegliere bene i suoi rappresentanti.

Matteo Salvini al Cara di Mineo
Matteo Salvini

In conclusione, dico che i numeri acquisti dai grillini possono crescere se si organizzano nel territorio, mentre se nei partiti non si fa pulizia non vanno da nessuna parte. Non si può tornare alle vecchie alleanze se non ci sono programmi e leader all’altezza, altrimenti si torna a vecchi schemi con personaggi logori e avvisi di garanzia a raffica.

 

 

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