Saronno: i migranti dividono, botta e risposta sindaco-parroco

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Sindaco Fagioli

16 Maggio 2017 Alessandra Meola

Dopo i primi lunghi silenzi della giunta si è finalmente espresso il sindaco Fagioli: “Prendo atto che anche in questa occasione io sia venuto a conoscenza di certe notizie soltanto dalla stampa o dai pulpiti delle chiese, magari nel corso di funzioni religiose-ha esordito-malgrado più volte, in passato, dalle stesse persone mi sia stata chiesta collaborazione su diversi temi e situazioni e sempre abbia dato la mia disponibilità.Ma in caso di eventi importanti come questo nessuno ha ritenuto opportuno avvisarmi, né in via ufficiosa e tanto meno ufficiale”

 

Una presa di posizione , dunque, abbastanza severa quella del primo cittadino, il quale si è interrogato se gli alloggi messi a disposizione dei nove soggetti, di origine sub-sahariana, probabilmente maschili, siano gli stessi destinati al piano di supporto delle madri indigenti con bambini.

 

Se la risposta alla domanda è affermativa-ha proseguito- il progetto originario di accoglienza di queste famiglie in difficoltà che fine ha fatto? Ribadisco che la prima volontà di questa Amministrazione è aiutare i saronnesi, soprattutto quelli che versano in difficoltà e a noi si rivolgono per un sostegno. In ogni caso, eseguiremo dei controlli per capire se i locali affidati rispettino le attuali normative”.

 

Il sindaco, inoltre, ha lamentato la mancata comunicazione all’ amministrazione delle generalità di questi rifugiati, da parte della Cooperativa “Intrecci” che si occupa di loro,  e parlando dell’Africa, ha detto : ” l’Africa è un continente enorme, di grandi bellezze naturali e di civiltà millenarie ma dove, purtroppo ci sono situazioni di povertà e disagio. Chi desidera attivarsi per risolvere questi problemi, può recarsi in loco con il buon vecchio metodo della missione, anziché portare queste situazioni a Saronno. Sono anche disponibile a pagare un paio di biglietti di aereo di sola andata…”.

 

Infine, pronunciandosi sulla questione della solidarietà,  ha ribadito con forza che essa “non sia doverosa e obbligatoria per legge dello Stato, che a oggi è malamente governato in questa situazione; è impensabile asserire che l’Italia o l’Europa debbano farsi carico di questi flussi migratori. Le leggi della natura danno anche a noi saronnesi, lombardi, padani, italiani, europei, il diritto alla sopravvivenza e all’autodifesa”.

Il tutto, però, con l’accento su un fatto: “non metto certo in discussione la volontà di aiutare il prossimo”ha concluso Fagioli, ma prima i Saronnesi.

 

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