Saronno.Laura Taroni voleva “solo” avvelenare

0
742

17 Maggio 2017 Alessandra Meola
“Ospedale di Saronno:morti e sospetti parte terza”
Potrebbe esser questo il grottesco titolo al terzo capitolo della orrenda saga di decessi, intrighi e complicità che ha coinvolto l’ ospedale di Saronno: adesso a parlare è Laura Taroni, accusata assieme dell’amante, nonché ex vice primario del pronto soccorso, Leonardo Cazzaniga, dell’omicidio di quattro persone in corsia, e dell’assassinio premeditato di Massimo e Luciano Guerra, rispettivamente marito e suocero della infermiera.

Dopo la riesumazione della salma di Luciano Guerra nel cimitero di Lomazzo, su i cui resti proseguono le analisi condotte dal medico legale Cristina Cattaneo, nominata dal Gip Luca Labianca, l’attenzione si è spostata sul figlio di lui, che in una tragica (non) coincidenza, ha trovato la stessa fine del padre, per intossicazione.

Durante l’interrogatorio alla donna alcune indiscrezioni in merito sono trapelate: Laura Taroni ha sostenuto che le massicce dosi di farmaci ipoglicemizzanti somministrate al consorte, facendogli credere di essere diabetico, non erano mirate ad ucciderlo, ma solo ad avvelenarlo.

Una sorta, dunque, di sottile e inesorabile vendetta tessuta meticolosamente dall’ infermiera, per far pagare al suo lui tutte le angherie subite, di cui in parte si sarebbe lamentata anche nelle intercettazioni con l’amante Cazzaniga, salvo che di questo non vi siano prove ma solo le accuse lanciate contro chi , ormai, non può più difendersi.

Nel suo racconto il marito è stato ritratto come una figura dispotica, che le imponeva pratiche sessuali non gradite e che la costringeva a farsi scudo con i propri figli nel letto matrimoniale, per dissuaderlo dai suoi desideri morbosi.
Inoltre di frequente si recava in Svizzera, parrebbe, per appagare la sua fame di perversione con prostitute.
Una personalità , dunque, dai contorni aspri e scabrosi che avrebbe indotto la donna alla scelta disperata di intossicarlo, per punirlo, senza presumere che questo l’avrebbe condotto alla morte.

Sottoposta ad un’analisi psichiatrica da parte dell’esperto Nicola Poloni, nominato dalla difesa nella persona dell’avvocato Monica Alberti, è apparso come l’ex infermiera sia affetta da un grave disturbo della personalità, a detta del medico. Tuttavia questo dato non nega la possibilità che il soggetto fosse in grado, comunque, di intendere e volere al momento della lucida formulazione del suo piano: sarà compito del processo approdare ad una verità giudiziaria.

Frattanto, il compagno /complice Cazzaniga, interrogato nuovamente sulla questione dal Gip Luca Labianca, si è avvalso della facoltà di non rispondere , al cospetto del pubblico ministero Maria Cristina Ria, la quale ha ottenuto dalla Cassazione la conferma delle sue accuse rivolte all’ex vice primario, per lesioni gravi contro Massimo Guerra e falso documentale. Avrebbe, infatti, avallato e cooperato con l’amante nel lento stillicidio del marito e manomesso le cartelle ospedaliere.

Adesso, a fronte di un quadro così articolato e composito, anche un’altra ombra si allunga sinistra sulla vicenda.
Ci si domanda, infatti, se la morte della madre della Taroni, Maria Rita Clerici abbia un nesso con questa sequela, aggiungendo così un altro anello alla lunga catena dei lutti.
L’infermiera ha già dichiarato con forza la sua estraneità ai fatti, ma le indagini proseguono.

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here