Saronno. Film su Gesù girato nel parco del Lura

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17 Maggio 2017 Alessandra Meola
In questi giorni nel parco del Lura, un Gesù dei nostri tempi si aggira assieme ad altri personaggi dell’antica Palestina: ma non si tratta di mitomani, bensì di attori di un set cinematografico.

Il produttore e registra Luciano Silighini Garagnani, infatti, ha scelto proprio l’ambientazione naturalistica saronnese per dirigere alcune scene del suo nuovo film ” Il Cristo di Gamala, la vera storia dell’uomo chiamato Gesù”.
Ad impersonare il Messia sarà Antonio Rocco, attore teatrale, interprete del musical Oliver Twist e protagonista di alcuni spot sulla rete nazionale.

“È una storia di Gesù diversa”- ha affermato l’autore-imperniata cioè su una figura contemporanea al Gesù dei Vangeli, ma capo della dinastia di Gamala, chiamato anch’egli il Cristo.
Per alcuni storici si tratta della stessa persona ma Silighini ha rimarcato:”ci sono tante similitudini, e mi è sembrato interessante approfondire questa vicenda poco nota al grande pubblico” .

A tal proposito, Luigi Cascioli, ex-seminarista italiano e poi militante ateo, nel libro” La favola di Cristo” sostiene che la Chiesa avrebbe confuso deliberatamente Gesù con Giovanni di Gamala (che quindi sarebbe realmente esistito) e che questo sarebbe stato un pretendente al trono di Gerusalemme, in quanto figlio di Giuda il Galileo e nipote del rabbino Ezechia, discendente diretto della dinastia degli Asmonei.

Il primo biblista, a sua volta, che identificò in Giovanni di Gamala il vero personaggio che originò il mito di Cristo Salvatore, fu Daniel Massè. Di nazionalità francese, scrisse il libro “L’enigme de Jésus Christ” , nel 1926.

Pur senza fornire prove concrete, lo studioso, tramite l’analisi su documenti neotestamentari, giunse alla conclusione che la vera identità di Gesù combaciava con quella di uno dei figli di Giuda il Galileo: quest’ultimo, originario della città di Gamala, fu il più celebre rivoluzionario ebreo del I secolo d.C.

Nel 6 d.C. Giuda si pose al vertice del movimento di liberazione nazionale contro il giogo romano (lo zelotismo) e fu indicato come padre di sette figli fra cui questo Giovanni, in cui egli riconosceva i connotati salienti del Gesù cristiano.

Tutte tesi suggestive, dunque, ma che hanno incontrato poco credito in campo accademico e che non possono togliere il “dono della fede “a chi con altrettanta forza difende il proprio credo.

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