Polizia/Coisp:“Urgono verifiche su provvedimenti che sono messaggi devastanti.

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COISP Violenza a Torino
COISP Sindacato di Polizia

COMUNICATO STAMPA DEL 12 MAGGIO 2017

Oggetto: Il Coisp su alcune pronunce giudiziarie degli ultimi giorni: “Urgono verifiche su provvedimenti che sono messaggi devastanti.
Noi, umiliati e messi sempre più in pericolo, lavoriamo a vuoto”

“Assistiamo giorno dopo a una vera escalation di provvedimenti giudiziari sempre più incomprensibili, che si traducono, nei fatti, in messaggi devastanti che depongono per l’impunità dei più furbi, che umiliano e mettono sempre più in pericolo gli Appartenenti alle Forze dell’Ordine, che vanificano sempre più incisivamente il nostro lavoro quotidiano. Le notizie veicolate dai media ed alla portata di tutti, e vissute da alcuni colleghi sulla propria pelle, dimostrano quanto urgente sia una verifica su certe attività giudiziarie, prima che dobbiamo tornare a trattare di questo argomento dopo il funerale di qualche collega fatto fuori dal delinquente di turno che pensa di poterla fare franca perché ‘insofferente’ al nostro lavoro”.
Inizia così un duro intervento di Franco Maccari, Segretario Generale del Coisp, Sindacato Indipendente di Polizia, che commenta una serie di pronunce giudiziarie degli ultimi giorni. Prima a Catanzaro, dove un Tribunale monocratico non ha convalidato otto arresti effettuati in un quartiere ad alto tasso criminale per furto di energia elettrica – in un caso per ben 15.000 euro – perché “…non si è in grado di quantificare la durata e l’entità del prelievo, considerato anche che la società ha una notevole capacità economica…”. In seguito a Torino, dove il Tribunale ha assolto quattro persone pluripregiudicate di etnia rom dall’accusa di tentato furto in un appartamento, seguita all’arresto dei Carabinieri, condividendo la tesi della difesa che i rom si trovavano in quella zona residenziale perché “avevano sbagliato strada”, che dal punto in cui si trovavano i militari non avrebbero potuto vedere il presunto tentativo di entrare nell’abitazione, che i loro trascorsi erano dovuti a furti nelle ditte e non nelle abitazioni, che i Carabinieri avrebbero mentito quando dissero che i presunti ladri alla loro vista avevano “messo la prima” per filarsela in auto a causa di un errore nel verbale in cui era scritto che avevano “messo la retromarcia”. Il tutto con il risultato che gli imputati sono stati assolti mentre il giudice ha disposto la trasmissione degli atti alla Procura, perché proceda per falsa testimonianza nei confronti del Maresciallo che aveva eseguito il fermo.
Altro ed ancor più eclatante caso a Milano, dove è stato rimesso in libertà un immigrato irregolare, originario della Costa d’Avorio, che ha aggredito a calci e pugni i due Agenti che erano intervenuti nell’ambito di un blitz contro lo spaccio di stupefacenti, e che sono finiti in ospedale con prognosi di 15 e 7 giorni per le violenze subite dallo straniero, durante l’arresto per violenza, resistenza e lesioni a pubblico ufficiale nonché, ovviamente, lo spaccio di droga. Il giudice monocratico, dopo l’udienza per direttissima, ha liberato l’immigrato – che ha precedenti per spaccio e risulta irregolare e quindi dovrebbe essere espulso – rilevando che “addosso aveva una dose modesta di sostanze stupefacenti” e che la sua violenta “seppure spregevole” reazione è dovuta alla “insofferenza per i controlli di polizia”.
“E’ scioccante e secondo noi davvero vergognoso – si indigna Maccari -. Non si riesce davvero a capire dove si voglia andare in tema di sicurezza operando così! Ma se tutto questo è legittimo, regolare, normale, allora chi ha il dovere di vigilare sull’operato dei Giudici lo dica apertamente, perché anche noi possiamo regolarci su come operare, su quanto rischiare… detto in maniera molto poco fine: se e quanto ne valga la pena di prendere le botte del delinquente di turno, di rischiare la salute e la vita, di perderci il sonno andando per strada a vigilare sui cittadini, se lo Stato stesso non sa, non vuole, o non gli importa di dare in concreto attuazione alle norme non solo legali ma anche di buon senso”.

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