Lega Nord, si litiga sui soldi?

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riceviamo e pubblichiamo

congresso Lega Nord

BOSSI E LA LEGA: E’ FINITO L’AMORE,
SI LITIGA SUI SOLDI?

Dopo le votazioni primarie della Lega Nord con le quali gli iscritti al movimento autonomista hanno confermato l’europarlamentare Matteo Salvini alla carica di segretario federale, l’ex leader Umberto Bossi annuncia l’uscita dal partito da lui fondato e dal quale prende spesso le distanze; poi Bossi è rimasto dov’è ma è lecito chiedere quanto la sua permanenza viene determinata da libera scelta e quanto invece è figlia di attaccamento economico.

L’ACCORDO ECONOMICO PER IL VITALIZIO
Nel congresso federale leghista del luglio 2013, quando venne eletto Roberto Maroni, il quotidiano Libero parlò di un accordo economico tra il fondatore, Bossi appunto, e lo stesso Maroni in veste di legale rappresentante della Lega Nord: in base a quanto scritto, l’accordo avrebbe previsto una sorta di vitalizio che il movimento avrebbe riconosciuto al fondatore. La notizia fu ripresa un anno dopo, nell’agosto 2014, da Repubblica e dal TgLa7 (edizione delle ore 20 del 18 agosto): a quanto risultava alle citate testate giornalistiche, Bossi citava in giudizio la Lega Nord per la riduzione del vitalizio da 900mila€ annui a 400mila€; Repubblica e TgLa7 mostrarono alcune carte processuali ma gli interessati smentirono.

TRE DOMANDE: BOSSI, RISPONDA!
Credo sia il momento che Umberto Bossi faccia chiarezza e a Parma nel suo intervento al congresso del 21 maggio prossimo risponda a queste tre domande:

1) è vero che la Lega Nord versa annualmente centinaia di migliaia di euro a suo favore, che perderebbe se uscisse dal movimento?
2) il personale che lo segue e i servizi di cui usufruisce (la macchina con autista a disposizione) sono a carico della Lega? Se è vero che ci sono versamenti della Lega Nord a favore di Bossi, in cambio di cosa vengono dati questi soldi?
3) è vero che il simbolo della Lega Nord fu inizialmente depositato e registrato a nome di privati cittadini, tra cui lo stesso Bossi? Oggi c’è qualcuno che può sostanzialmente condizionare la Lega Nord, con la possibilità di portare via il simbolo?

Ai tempi dello “scandalo Belsito”, basato sull’uso disinvolto del finanziamento pubblico ai partiti, Bossi disse: “sono soldi nostri, possiamo fare quello che vogliamo”, ma la pubblica accusa sostenne che era denaro pubblico vincolato all’uso per fini politici. I processi si fanno nei tribunali, tuttavia a livello pubblico ritengo sia lecito che, essendo denaro dei contribuenti, si possa chiederne conto; oggettivamente, sono domande a cui Bossi deve dare risposte.

Roberto Colombo – militante Lega Nord dal 1995;
consigliere comunale di Marnate 1999-2004

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