LAVORO E IMPRESA 4.0: LE NUOVE FRONTIERE DEI CONSULENTI DEL LAVORO LOMBARDI

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Oltre 1800 professionisti lombardi In prima linea per favorire la piena occupazione nelle imprese e fornire servizi innovativi.

Nel 2016 sono stati 4244 i tirocini attivati in Lombardia tramite i consulenti del lavoro di cui 2500 si sono trasformati in assunzioni

 

Milano, 15 Maggio 2017. La battaglia per la piena occupazione e la fornitura di servizi innovativi per le aziende 4.0. Questi sono gli obiettivi che i consulenti del lavoro hanno ribadito nel convegno provinciale di Bergamo svoltosi venerdì scorso con la partecipazione di tutti i vertici nazionali della categoria e di centinaia di professionisti non solo bergamaschi.

 

“Come ANCL Lombardia – ha dichiarato Andrea Fortuna,  varesino di Ispra e presidente regionale dell’Associazione Consulenti del Lavoro Sindacato Unitario – abbiamo messo in atto una serie di iniziative per mettere in grado i nostri associati di rispondere alle sfide di un mercato sempre più selettivo ed esigente. Vogliamo puntare sulla qualità e la formazione soprattutto delle giovani leve di professionisti che rappresentano il futuro di noi consulenti e fornire ai nostri clienti servizi sempre più di qualità e innovativi.”

 

Sul fronte del lavoro è attiva dal 2005 la Fondazione Consulenti per il Lavoro, presieduta dal 2008 dal bresciano Mauro Capitanio. “ Siamo nati – precisa Capitanio – sulla spinta della Legge Biagi e ci occupiamo di selezione e intermediazione di personale in favore dei clienti dei nostri studi professionali garantendo velocità, qualità e bassi costi. Solo in Lombardia contiamo su 523 studi adeguatamente formati di cui 20 accreditati anche presso la Regione per la gestione delle Doti Uniche Lavoro e di Garanzia Giovani. Ci occupiamo anche di stage, tirocini formativi e alternanza scuola lavoro”.

 

Nel 2016 in Lombardia la Fondazione ha attivato 4244 tirocini di cui il 60% (circa 2500) si sono tramutati in contratti di lavoro contro una media nazionale del 25%. Il trend è in netta crescita: nei primi quattro mesi del 2017 i tirocini formativi attivati sono già 1909 con una previsione di incremento nel periodo del 45%. Anche l’erogazione di doti lavoro tramite i 202 professionisti accreditati con l’ANPAL (Agenzia Nazionale per le Politiche attive del Lavoro) è in forte crescita: 300.000 euro erogati per la formazione e la ricollocazione dei disoccupati nel 2016 e già 400.000 nei primi quattro mesi del 2017. “Il futuro – conclude Capitanio – sono le politiche attive del lavoro: tramite esse forniamo un servizio prezioso ai nostri clienti e al tempo stesso estendiamo il numero di posizioni gestite dai consulenti del lavoro aumentando il fatturato degli studi”

 

Interessanti i dati presentati da Edoardo Della Torre, professore associato di organizzazione aziendale e risorse umane presso l’Università di Bergamo. Frey e Osborne della Oxford Martin School stimano che entro 10 anni il 47% delle attuali posizioni lavorative sarà a rischio di sostituzione a causa dei processi di automazione e alla conseguente riorganizzazione delle aziende. Questa percentuale di instabilità si assesta intorno al 33% per le professioni liberali. Goos, Manning e Solomon su dati Eurostat hanno calcolato che tra il 2006 e il 2012 le posizioni lavorative intermedie sono calate del 9% mentre quelle alte e basse sono cresciute del 5%, un trend che tende ad accentuarsi. Occorre dunque spingere sulla qualificazione e su nuovi skill in particolare competenze digitali e relazionali che saranno sempre più strategiche. Ciò vale anche per i consulenti del lavoro che dovranno diminuire la dipendenza dalle funzioni a basso valore aggiunto che verranno progressivamente automatizzate (come cedolini, calcolo contributi etc) e indirizzarsi verso la consulenza strategica sulle HR.

 

“L’innovazione – ha detto Dario Montanaro Presidente Nazionale di ANCL SU – pone delle sfide gigantesche anche al mondo delle professioni. I consulenti del lavoro hanno un potenziale di crescita ancora importante a differenza di altre professioni liberali: infatti solo il 70% dei dipendenti privati italiani (circa 7 milioni su quasi 10 totali) viene attualmente gestito da studi di consulenza. Ma dobbiamo porre attenzione alle dinamiche del mondo delle imprese e del lavoro e spingere sulla formazione alle nuove tecnologie per poterci interfacciare adeguatamente con le aziende della generazione 4.0. Sono frontiere su cui la nostra associazione è fortemente presente.”

 

“Dobbiamo pensare – ha dichiarato dal canto suo il presidente provinciale di Bergamo di ANCL Claudio Suardi – a sistemi diversi di formazione, nuove competenze trasversali (relazioni, comunicazione, marketing) per i professionisti. Quanto all’impatto del 4.0 il robot non puo’ sostituire il consulente. Ci sarà una standardizzazione dei processi che libererà del tempo verso attività a maggior valore aggiunto. La macchina è alimentata dall’algoritmo ma la macchina non puo’ assumersi responsabilità e quindi la funzione del professionista è insostituibile come nel caso dei visti di conformità sulle compensazioni del F24 abbassato a 5000 euro dal DL 50/2017. “

 

Alessandro Visparelli, Presidente di Enpacl ente di previdenza dei consulenti del lavoro, ha sottolineato dal canto suo come il futuro della professione stia nell’ingresso di nuove leve di giovani anche per garantire anche in futuro l’attuale equilibrio dei conti previdenziali. L’obiettivo è una crescita degli iscritti alla cassa del 10% nei prossimi anni così da raggiungere le 30.000 unità. Per questo Enpacl è fortemente impegnata nella formazione delle nuove leve: sono 160 i giovani avviati quest’anno alla professione tramite corsi professionali molto impegnativi per un investimento di circa mezzo milione di euro.

 

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