Giornata della Croce Rossa da omaggiare

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ricordiamo la giornata della Croce Rossa, seppure con ritardo

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Tutti Fratelli.
 
 

Oggi, ​8 Maggio 2017, ricorre il centoottantanovesimo anniversario dalla nascita di Henry Dunant, fondatore della Croce Rossa.​

Jean Henri Dunant, più noto come Henry Dunant, era difatti nato a Ginevra​, in Svizzera,​ l’8 Maggio del 1828 e morto ad Heiden​, sempre in Svizzera, il 30 Ottobre del 1​910.​

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Trasferitosi in Algeria per affari, si affeziona alla cultura locale, studia l’Islam e prende lezioni di arabo. Nel 1858 fonda una società cereagricola, la “Società Anonima dei Mulini di Mons-Djemila”, ma nonostante i presupposti favorevoli non riesce ad ottenere il terreno scelto. Dopo vari tentativi decide allora di parlare personalmente con Napoleone III, essendo quel territorio colonia francese.

Ma l’Imperatore si trova in Lombardia, alla testa dell’esercito francese in favore dell’indipendenza italiana contro gli Austriaci, comandati da Francesco Giuseppe. Quando Dunant arriva in Lombardia, nel pieno della II guerra d’indipendenza italiana, scoppia a Solferino, il 24 giugno del 1859, una delle battaglie più sanguinose che l’Europa abbia mai vissuto.

 

“Qui si svolge una lotta corpo a corpo, orribile, spaventosa; Austriaci ed Alleati si calpestano, si scannano sui cadaveri sanguinanti, s’accoppano con il calcio dei fucili, si spaccano il cranio, si sventrano con le sciabole o con le baionette; è una lotta senza quartiere, un macello, un combattimento di belve, furiose ed ebbre di sangue; anche i feriti si difendono sino all’ultimo: chi non ha più un’arma afferra l’avversario alla gola, dilaniandogliela con i denti.”
Nei paesi tutto si trasforma in ambulanze di fortuna: chiese, conventi, case, pubbliche piazze, cortili, strade, passeggiate.”

Dunant rimane sconvolto dal numero impressionante dei feriti e dei morti, ma soprattutto dal fatto che essi vengano abbandonati a loro stessi; più di 40.000 persone giacciono sul campo di battaglia.

 

 

 
 
Impotente di fronte a queste scene di dolore e di disperazione, Dunant cerca invano medici, chirurghi e infermieri che possano alleviare le sofferenze di tanti uomini.
 
 
“Il sole del 25 illuminò uno degli spettacoli più orrendi che si possano immaginare. Il campo di battaglia è coperto dappertutto di cadaveri; le strade, i fossati, i dirupi, le macchie, i prati sono disseminati di corpi senza vita e gli accessi di Solferino ne sono letteralmente punteggiati. 
 
Il numero dei feriti è così considerevole che è impossibile provvedervi.
“Allora si verificano scene pietose come quelle del giorno precedente, benché di genere affatto diverso; l’acqua e i viveri non mancano e nondimeno i feriti muoiono di fame e di sete; vi sono filacce in abbondanza ma non mani sufficienti per applicarle sulle ferite. È dunque indispensabile, bene o male, organizzare un servizio volontario.”Cosciente, quindi, che l’unica cosa da fare è quella di ricorrere alla buona volontà degli abitanti del paese, Dunant stesso si improvvisa infermiere, raduna uomini e donne, procura acqua, brodo, biancheria e bende, ritorna sui campi di battaglia per raccogliere altri feriti. Nonostante tutto è ben consapevole dell’insufficienza dei soccorsi in rapporto alle necessità.

“Si rendono perciò necessari infermiere e infermieri volontari, diligenti, preparati, iniziati a questo compito, che, ufficialmente riconosciuti dai comandanti delle forze armate, siano agevolati ed appoggiati nell’esercizio della loro missione. Infine, in un’epoca in cui si parla tanto di progresso e di civiltà, visto che purtroppo le guerre non possono essere sempre evitate, non urge insistere perché si cerchi, in uno spirito d’umanità e di vera civiltà, di prevenire o almeno mitigarne gli orrori?”

 
Fu allora che Dunant si adoperò per organizzare un minimo attività di assistenza, che venne data mediante il trasporto dei feriti presso il Duomo di Castiglione delle Stiviere e lì, con l’aiuto della popolazione, vennero prestati soccorsi a tutti i feriti, senza riguardo alla divisa indossata, avendo come riferimento il motto “Tutti Fratelli”. 
 
 

Con questo proposito, dopo la fine della guerra, Dunant torna a Ginevra, ma non riesce a dimenticare quelle atrocità. Trasferisce tutta la sua amarezza, le emozioni, l’angoscia e l’impotenza provate durante quella strage in un libro: “Souvenir de Solferino”. Il suo fine è quello di sensibilizzare l’opinione pubblica per la realizzazione del suo progetto: creare una Società di soccorso volontario in ogni Stato, con il compito di organizzare ed addestrare squadre per l’assistenza dei feriti in guerra. Propone che i feriti ed il personale sanitario vengano ritenuti neutrali dalle Parti belligeranti, protetti da un segno distintivo comune.

 

Ecco come ricorda i fatti Henry Dunant nel libro, scritto e pubblicato a sue spese

 

“Nell’Ospedale e nelle Chiese di Castiglione sono stati depositati, fianco a fianco, uomini di ogni nazione. Francesi, Austriaci, Tedeschi e Slavi, provvisoriamente confusi nel fondo delle cappelle, non hanno la forza di muoversi nello stretto spazio che occupano. Giuramenti, bestemmie che nessuna espressione può rendere. Risuonano sotto le volte dei santuari. Mi diceva qualcuno di questi infelici “Ci abbandonano, ci lasciano morire miseramente, eppure noi ci siamo battuti bene!” 

 
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DANS CETTE EGLISE

COMME DANS TOUTES LES EGLISES DE CASTIGLIONE          
 
AU LENDEMAIN DE LA SANGLANTE
BATAILLE DE SOLFERINO
HENRY DUNANT
CTOYEN DE GENÊVE
(1828 A 1910)
SECOURUT LES BLESSÈS DES ARMÈES ADVERSES
AVEC UNE MÊME COMPASSION FRATERNELLE.
DE CELA EST NÈE L’OEUVRE UNIVERSELLE
DE LA CROIX ROUGE
 
 
 
 
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25 JUIN 1859

25 JUIN 1949
 
 

“TUTTI FRATELLI”

IN QUESTA CHIESA
COME IN TUTTE LE CHIESE DI CASTIGLIONE
AL SEGUITO DELLA SANGUINOSA
BATTAGLIA DI SOLFERINO
HENRY DUNANT
CITTADINO DI GINEVRA
(1828 – 1910)
SOCCORSE I FERITI DEGLI ESERCITI CONTRAPPOSTI
CON UNA MEDESIMA FRATERNA COMPASSIONE.
DA QUESTO NASCE L’OPERA UNIVERSALE
DELLA CROCE ROSSA

 

25 GIUGNO 1859                                    25 GIUGNO 1949

 

 

“TUTTI FRATELLI”

 

Il libro è un vero successo, ha una vasta risonanza in tutta Europa e crea immediatamente un clima favorevole alla realizzazione concreta degli ideali in esso contenuti. Nel 1862 Dunant aderisce alla “Società ginevrina di Utilità Pubblica” ed insieme ad altri cinque cittadini svizzeri – il giurista Gustave Moynier, il generale Henry Dufour e i due medici Louis Appia e Theodore Maunoir – fonda una Commissione di lavoro, il “Comitato ginevrino di soccorso dei militari feriti”, prima cellula di quello che diventerà il Comitato Internazionale della Croce Rossa.

 

Henry Dunant fu iniziato alla Massoneria nella Loggia “Fidélité et Prudence” di Ginevra

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Il “Comitato dei cinque” porta avanti le idee proposte da Dunant nel suo libro ed il 26 ottobre 1863 organizza, a Ginevra, una Conferenza Internazionale alla quale partecipano 18 rappresentanti di 14 Paesi che, il 29 ottobre, firmano la “Prima Carta Fondamentale”. Le dieci risoluzioni in essa contenute definiscono le funzioni ed i mezzi dei Comitati di soccorso e costituiscono l’atto di nascita del Movimento. In essa sono recepite le esperienze di un nostro illustre connazionale, Ferdinando Palasciano che durante i moti insurrezionali del 1848 si adoperò per prestare cure mediche anche ai nemici rimasti feriti durante i combattimenti, pagando di persona con l’accusa di insubordinazione. 

 
Henry Dunant fondò la Croce Rossa Internazionale, ispirandosi al servizio di infermiere volontarie organizzato da Florence Nightingale durante la Guerra di Crimea.  L’esperienza di Solferino lo aveva segnato profondamente, tanto che egli si adoperò per diffondere la testimonianza di quanto aveva visto e per organizzare un’istituzione internazionale neutrale, atta a prestare i dovuti soccorsi in tempo di guerra.
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
croce rossa  
 
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Per la sua attività e per le sue idee Dunant venne insignito del primo Premio Nobel per la Pace nel 1901.

 
 
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Tutte le guerre sono civili perché tutti gli uomini sono fratelli.

 
 
 
François Fénelon.
 
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