CUP: giornata campale all’ospedale di Gallarate

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Ospedale di Gallarate

Al CUP, il centro di prenotazione, dell’ospedale Sant’Antonio a Gallarate giornata difficilissima con tantissime persone in attesa fino alla chiusura degli sportelli.

È una serie di coincidenze quella che sta mettendo in crisi il CUP del Sant’Antonio a Gallarate che peraltro aveva sempre funzionato abbastanza bene.

L’organico di 13 persone per 13 sportelli (per avere una copertura adeguata del servizio ne servirebbero almeno 16) negli ultimi tempi si è drasticamente ridotto.

Un pensionamento, una assenza derivata da un intervento chirurgico, due persone in ferie per rotazione e due assenze per malattia contingente ed è ovviamente crisi.

Una media di 80 di persone in attesa del loro turno in un locale poco spazioso, scarsamente aerato, con solo una cinquantina di posti a sedere, i primi caldi e nasce un po’ di nervosismo.

Al CUP del sant’Antonio si rivolgono in media dalle 700 alle 800 persone al giorno che vengono accontentate quasi sempre bene potendo contare su almeno 12 sportelli aperti.

In giornate come questa il servizio, tenuto conto dell’apertura di nove ore, dalle 08 alle 17, diventa totalmente insufficiente con 4 o 5 postazioni aperte ad accontentare persone che se sono lì evidentemente hanno seri problemi più o meno gravi.

L’organico di 13 persone di cui 3 par time, con le 6 assenze, tenuto conto della copertura del servizio per nove ore e del sacrosanto diritto alla pausa pranzo oggi non è stato in grado di garantire adeguatamente il servizio e ha mandato in tilt il meccanismo.

Alla chiusura del CUP alle 17 all’interno c’erano ancora 37 persone in attesa.

Purtroppo il locale non è grandissimo e quando si creano queste situazioni eccezionali, per fortuna non è la norma, l’atmosfera interna diventa poco gradevole e potrebbe peggiorare notevolmente con l’arrivo dei mesi caldi.

Forse l’ampliamento della zona di attesa o l’installazione di un impianto di condizionamento potrebbero alleggerire situazioni che nei prossimi mesi estivi potrebbero veramente scaldarsi.

Il CUP non è un luogo in cui ci si reca per piacere, è un passaggio obbligatorio associato a situazioni personali di disagio e difficoltà, a volte anche pesanti, e le persone che lo frequentano sono spesso incolpevolmente insofferenti, ma pur sempre bisognose.

Gallarate 18 maggio 2017

Fabrizio Sbardella

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