Archiviate a Trieste le accuse contro l’ex Capo della Mobile ora defunto

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COISP Violenza a Torino
COISP Sindacato di Polizia

COMUNICATO STAMPA DEL 08 MAGGIO 2017

 

Oggetto: Archiviate a Trieste le accuse contro l’ex Capo della Mobile ora defunto,    il Coisp: “Due anni e mezzo per capire che non ci fu alcuna fuga di notizie,          ma resta un Poliziotto sulla coscienza di qualcuno…”

 

“Il valoroso collega Roberto Giacomelli completamente riabilitato, ma della sua cristallina onestà eravamo già assolutamente certi! Il carattere ‘positivo’ della notizia non riesce ad alleviare il dolore,  la rabbia, la frustrazione, la delusione di aver visto la sua onorabilità messa in discussione per tanto, troppo tempo.

Ben due anni e mezzo, un tempo assurdo per la conclusione di un’indagine   in cui ogni ipotesi d’accusa si è dissolta nel nulla ed avrebbe potuto farlo in molto meno tempo! Abbastanza di meno perché questa ‘liberazione’ giungesse quando Roberto ancora poteva apprezzarne il sollievo. Ma invece no. Roberto non c’è più e, se pur consapevole che ogni sua azione è stata sempre dettata dal rispetto dei suoi doveri, la risposta di quello Stato cui ha dedicato l’esistenza  gli sarebbe dovuta arrivare in tempi brevi.

Ci vergogniamo profondamente del fatto che chi ha rappresentato il sistema in questa vicenda non sia stato all’altezza delle legittime aspettative di un cittadino e di un uomo in divisa, cosa che sempre rende un procedimento giudiziario ancor  più complesso e delicato visto che è la stessa ‘funzione’ ad essere messa in discussione oltre alleazioni del singolo. E chi ha rappresentato il sistema in questa vicenda ha adesso sulla coscienza   un Poliziotto, che ci ha salutato per sempre senza che nessuno si sia degnato di ‘salvarne’ giudiziariamente quella funzione e quella divisa prima che fosse tardi”.

Molto amaro il commento di Franco Maccari, Segretario Generale del Coisp, Sindacato Indipendente di Polizia, alla notizia dell’archiviazione delle accuse nei confronti di Roberto Giacomelli, Poliziotto finito per essere coinvolto in un’inchiesta della Procura di Trieste,  su una presunta fuga di notizie, quando era a capo della Squadra Mobile del capoluogo friulano. Un’inchiesta durata due anni e mezzo ed ora conclusasi con un’archiviazione per Giacomelli   e per gli altri indagati – un Colonnello ed un Capitano dei Carabinieri ed inoltre un giornalista del “Piccolo”, tutti accusati di rivelazione di segreto d’ufficio -. Purtroppo, il Poliziotto è intanto deceduto, poiché ad agosto dello scorso anno si è spento in ospedale a causa di un male incurabilea soli 47 anni! Ma dall’inchiesta, secondo le conclusioni cui è giunto lo stesso Pubblico Ministero, non sono “emersi elementi per sostenere qualsiasi accusa in giudizio in relazione alle ipotesi di reato oggetto delle indagini”.

“Conclusioni cui si è giunti con una certa ‘lentezza’ – si infuria Maccari – a dir poco……   non è che si stesse parlando di smascherare un giro di trafficanti internazionali! Una ‘lentezza’ sinceramente offensiva nei confronti di quel minimo di rispetto dovuto all’intero Corpo di Polizia    che ha visto un suo valido e prezioso rappresentante messo in discussione nonostante abbia avuto una carriera luminosa e brillante. Il nostro pensiero, ovviamente, e, come sempre, va anche e soprattutto ai familiari ed agli amici di Roberto Giacomelli, cui diciamo di essere certi che nessuno avrebbe mai davvero potuto mettere in discussione l’onestà e l’autorevolezza di un collega il cui valore ed onore non possono certo dipendere da una sentenza tanto tardiva”.

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