La scienza e l’arte di governare a Casale Litta

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riceviamo e pubblichiamo              

 

Quali Consiglieri di minoranza, nel Comune di Casale Litta, pur svolgendo un ruolo attivo nell’amministrazione della cosa pubblica, non possiamo negare che, talvolta, la realtà di quello che accade supera la fantasia.

In occasione dell’ultimo Consiglio comunale (28 aprile 2017) e della messa a disposizione della sua verbalizzazione in data 11 maggio u.s., riteniamo opportuno e doveroso fare alcune osservazioni e precisazioni su quel che accade davvero.

A quasi un anno dalle ultime elezioni amministrative, e facendo quindi un primo sommario bilancio, non possiamo che ricordare le parole del discorso di insediamento del sig. Sindaco, al suo ulteriore mandato:

…Noi vogliamo continuare a gestire il nostro comune con rigore e serietà…” e “…Alla minoranza consiliare voglio dire che è nostra intenzione collaborare per il bene di tutti nella correttezza e nel rispetto reciproco e saranno i fatti a dimostrarlo…

I fatti non sono tardati a manifestarsi dato che, attraverso l’utilizzo dello strumento della querela, a soli due mesi dal giorno delle elezioni, si è provato subito a mettere a tacere i Consiglieri comunali di minoranza, con finalità che paiono intingere nell’intimidazione politica.

Scopo ufficiale, pare, sia stato quello di difendersi da affermazioni non vere fatte su pagine pubbliche, con le quali il sig. Sindaco riteneva di essere stato accusato di anteporre interessi di alcuni a danno di altri.

Peccato che la querela in discorso, oggi definitivamente archiviata, era basata su tutt’altro fatto, come chiunque può verificare in prima persona (in sostanza, su un post, in campagna elettorale, in cui si faceva riferimento ad una sentenza emessa dal TAR Lombardia nel 2009, di pubblico interesse, in favore dell’allora Amministrazione in carica), a riprova che non è mai stato leso né l’onore né la reputazione di alcuno, né vi è mai stata alcuna intenzione a farlo.

Difatti MAI sono state dette o scritte le frasi riportate, in più occasioni, dal Sig. Sindaco, anche nel discorso di insediamento del 16 giugno 2016 (agli atti del Comune), ed attribuite ai membri del Gruppo di minoranza.

Da ultimo, riportate ancora nel Consiglio del 28 aprile scorso, utilizzando addirittura i termini “malfattori”, “corruttori”, e “persone incapaci”, di sua esclusiva provenienza e paternità, come è stato anche verbalizzato, e da cui, ancora oggi, ci dissociamo.

Situazione fatta presente più volte, e per iscritto, anche al Segretario comunale antecedentemente l’ultimo Consiglio, il quale ben conosce le diverse anomalie in corso.

La calunnia e la diffamazione sono reati penalmente sanzionati, e forse vengono considerati come comportamenti non gravi se rivolti a dei consiglieri di minoranza in quel di Casale Litta, operando, di fatto, una discriminazione.

Grave appare, invece, che il precedente Revisore dei Conti si sia dimesso, lo scorso gennaio, perché sembra sia stato impossibilitato a svolgere il proprio ruolo e la propria funzione.

Addirittura, con modalità tali che andranno sicuramente approfondite e verificate.

E per fortuna che “…Il sole della democrazia continuerà a splendere nel nostro Comune…”, mentre noi vediamo tutt’altro atteggiamento, e non solo nei nostri confronti.

Altrettanto opinabile è il fatto che l’Amministrazione in carica abbia occultato, consapevolmente, una serie di comunicazioni inviate dallo stesso Revisore a TUTTI i consiglieri, attraverso l’email e la PEC dell’Ente Locale.

Forse era questa la forma di collaborazione che si intendeva dare ai membri di un organo democraticamente eletto.

Certamente, però, non sono queste le attività da porre in essere per svolgere un servizio in favore del “bene di tutti”.

Ma, crediamo, che ormai non ci sia da stupirsi poi molto.

Quali consiglieri stiamo ancora attendendo, da luglio 2016 (!), una serie di documenti amministrativi legittimamente richiesti, che dovevano peraltro essere già pubblicati secondo le normative vigenti e di cui era già stata data la disponibilità, mentre rinveniamo ancora oggi ulteriori ostacoli per l’accesso ad altri, come, ad esempio, al protocollo generale.

Senza contare i tentativi che ci sono stati di diniego, o quanto dettoci in pubblica adunanza lo scorso settembre.

Nel Consiglio del 15 febbraio 2017, poi, è stata addirittura verbalizzata la presenza e la votazione di un Consigliere, mentre lo stesso NON era nemmeno presente.

Situazione anomala rilevata solo dal nostro Gruppo (già al successivo Consiglio), e di cui si è corso ai ripari solo dopo quasi due mesi, in sede di ulteriore adunanza, nonostante si abbia, come Ente Locale, una Segreteria generale a tempo pieno.

E’ una bella pretesa, però, che i consiglieri di minoranza debbano svolgere anche i compiti attribuiti e demandati, in via esclusiva, al Segretario comunale, ex art. 97 T.U.E.L.

Giova qui portare l’esempio del Comune di Arcisate e quello di Cazzago Brabbia (che insieme vantano una popolazione di oltre 10.000 abitanti), i quali hanno una convenzione per l’esercizio in forma associata della Segreteria comunale, mentre il nostro Comune, con poco più di 2.600 abitanti, ha receduto da quella a suo tempo esistente, senza nemmeno richiedere alcun parere al competente Organo e con costi che non sono assolutamente giustificabili per le reali ed effettive esigenze.

Il contenimento della spesa pubblica dovrebbe essere un obbiettivo primario da perseguire, mentre qui pare essere solo una mera eventualità.

La segnalazione di disservizi o di problematiche di interesse collettivo (inerenti, talvolta, anche la pubblica incolumità), viene vista quasi come qualcosa di assimilabile a quello che, un tempo, era un “atto di lesa maestà”.

Rileggendo la frase “…a proposito i feudi sono diventati tre…”, qualcuno forse pensa di essere ritornato indietro nel tempo, dove le regole erano formate in modo sostanzialmente diverso rispetto al presente.

A riprova che, forse, sarebbe necessario un maggior senso civico ed una maggior consapevolezza circa le responsabilità ed i risvolti di una funzione pubblica attuata da parte di tutti i soggetti interessati, all’interno dell’Ente Locale.

Un esempio recente su tutti è la chiusura, a tempo indeterminato, dei servizi igienici presso il cimitero di Villadosia, con un cartello “Chiuso per maleducazione”, che ha suscitato quasi risentimento per l’osservazione fatta.

Peccato che qualche cittadino, rivoltosi a noi per chiedere lumi, ci abbia detto “Ma cosa significa?”

Ed, in effetti, la soluzione adottata per la risoluzione del problema lascia un po’ perplessi.

Non da ultimo in ordine di importanza, una società presente sul nostro territorio, nonostante i tempi difficili, ha comunque donato un pulmino a nove posti, destinato a scopi sociali in favore dei nostri concittadini.

Sarebbe stato opportuno che, già in occasione del Consiglio del 28 aprile scorso, o almeno nei giorni successivi, l’Amministrazione in carica avesse, quantomeno, ringraziato pubblicamente tale impresa, anziché continuare a dogliarsi inutilmente, per decine di minuti, dei consiglieri di minoranza e delle loro attività propositive.

In sostanza: ci stiamo mettendo al servizio dei nostri cittadini, cercando di perseguire al meglio la nostra funzione pubblica, ossia vigilare sulla correttezza e sulla legalità dell’azione amministrativa, proprio in virtù del mandato ricevuto dal popolo di rappresentare la collettività, che impone di curarne gli interessi e di promuoverne lo sviluppo, come peraltro prevede la legge.

Non senza problemi e non senza difficoltà, viste le condizioni ed il clima cui ci troviamo ad operare, ma che ci spingono ad essere ancora più determinati.

Ringraziando per l’attenzione, con l’occasione porgiamo i nostri cordiali saluti.

 

Per Uniti per cambiare

                                                                                                                                                                  Il Capogruppo

  Avv. Turato Nicola

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