B.Mussolini: ” dopo la sconfitta sarò coperto di sputi”

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Si avvicina il 25 aprile, con le solite polemiche e mai una parola definitiva di pacificazione rispetto a quanto avvenuto il secolo scorso, con gli errori e il consenso del ventennio fino alle leggi razziali e all’epilogo finale violento.
” le risorse del nostro popolo saranno immense”,” il giudizio di oggi non conta conterà quello di domani.. non ho nessuna illusione del mio destino,.. sono vissuto anche troppo”.
Le parole del Duce consapevole della fine vicina, fa la sintesi di quanto fatto,” dopo la sconfitta sarò coperto di sputi”, una lucidità di giudizio e un ricordo da lasciare ai posteri.
Un periodo con luci ( sul sociale) ed ombre ( la violenza dei suoi che cercavano di mettersi in mostra).
Sarebbe opportuno soppesare e riflettere sul consenso del ventennio e sulla guerra civile successiva per arrivare ad una analisi lucida e scevra da pregiudizi.
I ponti di allora ci sono anche oggi, mentre i nostri moderni talvota crollano.
Non era tutto negativo quello che fu fatto, ma era pur sempre una dittatura di pochi, oggi e’ la dittatura delle banche e dei soldi, di giri ristrettissimi che manvorano con intrecci strani tra economia,politica e miserie umane di un’elite corrotta che domina sui tutto e tutti
Segue un video storico sul personaggio più controverso, amato e odiato da tanti.


Pubblicato il 20 mag 2012

Questo Video, vorrebbe chiarire una volta per tutte, l’antefatto a quest’ultima intervista a Sua Eccellenza, il Cav. Benito Mussolini.
“Egli non fu intervistato dall’ottimo giornalista Elvetico Paul Gentizon, ma da Ivanoe Fossani.
Durante un’udienza alla villa delle Orsoline, il giornalista Ivanoe Fossani si era sentito chiedere da Mussolini dove fosse esattamente l’isola di Trimellone, e gliela aveva mostrata sul Garda, verso la riva opposta a Gargnano. «Se un giorno – aveva poi detto Mussolini – ti mandassi a dire di volerti vedere, senz’altra indicazione, resta inteso che l’appuntamento è nell’isola Trimellone, alle ventuno. Vieni solo, assolutamente solo ». Il 20 marzo 1945, a mezzo dell’amico Ottavio Dinale, Fossani riceve l’avviso, e prima dell’ora stabilita si trova nell’isola, dominata dai resti di un vecchio forte. Mette alla catena un feroce cane lupo di guardia, prima che l’ospite atteso giunga attraverso il lago agitato, su un motoscafo che subito si allontana. Saltato agilmente sulla riva, Mussolini, senza dire parola, si mette a percorrere la piccola isola insieme al giornalista, sotto un nitido cielo stellato, chiuso dal monte Baldo verso Verona e dal monte Gu verso Brescia. Poiché il cane abbaia furiosamente, Mussolini gli va vicino, gli prende con la destra la mascella inferiore, con la sinistra lo accarezza fissandolo negli occhi ed esortandolo a chetarsi. Benché famoso per le sue precedenti aggressioni, il cane tace e, agitando festosamente la coda, si drizza contro l’uomo sulle gambe posteriori, e si accuccia silenzioso quando è respinto. Solo allora Mussolini comincia un soliloquio di sfogo alla fonda amarezza dell’animo suo, senza mai fare interloquire Fossani, che, durante l’incontro, dice soltanto il nome del cane: Tell. « Avevo intuito fin dall’inizio – avverte il giornalista – che il suono di un’altra parola avrebbe rotto l’incanto di un grande uomo sventurato, che aveva deciso di confessarsi alle stelle ». Il soliloquio, in cui Mussolini passa senza un ordine apparente da un argomento all’altro, è qui riportato. (Da: IVANOE FOSSANI- Mussolini si confessa alle stelle – Casa Editrice « Latinità », Roma, 1952)”.

Giuseppe Criseo
Varese Press

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