Russia. Aleksej protestava contro la corruzione

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In Russia non c’è la corruzione e le accise e l’Iva non aumenteranno: le baggianate di governi senza vergogna

In piazza Pushkin, a Mosca, domenica, ieri, c’erano 8 mila manifestanti, che animavano una delle 72 manifestazioni non autorizzate del Paese. Per alcuni politici che credono che essere di destra significhi stare sempre e comunque con il potere costituito, l’illegalità degli assembramenti di piazza ne comporta l’irrilevanza ed il diritto alla soppressione.

Per me, che so quanto il potere costituito possa essere antisociale ed antipopolare, le truppe speciali ed il blindato che si sono fatti largo tra la folla per arrestare il leader dissidente e blogger e avvocato Aleksej Navalny sono un brutto, sono un pessimo spettacolo.

Perché Aleksej protestava contro la corruzione. Dunque se tu arresti qualcuno che si oppone alla corruzione puoi avere ragione in un solo caso: quello in cui la corruzione, nel tuo Paese, non esiste. Non è il caso di Santa madre Russia e Putin sbaglia a tacitare con la forza la voce di chi dice che il partito putiniano è «quello dei ladri e dei truffatori». Dimostri il contrario, se può.

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Transparency International, un’organizzazione no profit e non governativa che si propone di combattere la corruzione, ha stilato una credibile classifica in cui la Russia risulta tra i paesi più corrotti al mondo, accanto all’Honduras ed alla Guyana.

Aleksej, dalla galera, ha twittato: «Sono fiero di coloro che sono venuti oggi in strada. Siete le persone migliori del Paese e la speranza della Russia per un futuro normale». Non è così, non può essere così. Il consenso di cui gode Putin tra i suoi connazionali è enorme. Se il premier Dmitrij Medvedev ha ricevuto regalie per 1,2 miliardi di dollari, non lo difenda. Verifichi. E nel frattempo lasci che il suo popolo eserciti la democrazie per le vie e per le piazze.

Veniamo ora al Documento di Economia e Finanza che il governo dovrà approvare entro il 10 aprile. Quello che pensano i tecnici del Pd è irrilevante. L’Europa chiede al governo una manovra aggiuntiva da 3,4 miliardi ed il governo si è impegnato a farla entro aprile promettendo l’aumento delle accise. Renzi lo ha bloccato ma è la solta smargiassata Si vede che la batosta del referendum non è bastata. Si vede che la smargiassata gli è consustanziale. Le accise aumenteranno e l’IVA aumenterà.

Il debito pubblico italiano dovrebbe essere quest’anno pari al 126,6% del Pil, mentre la commissione UE stima, con ogni probabilità a ragione, che sarà del 133,1%. La nostra politica economica è sempre meno nostra. E con essa lo sono le nostre vite.

A presto.

Edoardo Varini

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