Gallarate, da anni le ragazzine chiedono la “pillola del giorno dopo”

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I recenti episodi di cronaca, in cui anche ragazzine dodicenni chiedono di poter abortire, nello stupore di noi che qualche anno in più lo abbiamo, hanno portato alla ribalta vecchie storie gallaratesi.

La testimonianza è di una signora da me interpellata a tal proposito per avere un confronto e un raffronto tra quanto avviene oggi e quanto avveniva in passato.

Sembra che già da diversi anni ragazzine di 12,13 o 14 anni si rivolgano all’ospedale di Gallarate per interrompere la gravidanza oppure per avere la “pillola del giorno dopo”, e non si parla solo di sesso con il ragazzo, ci sono anche racconti di sesso di gruppo, e il resto non lo scrivo per non urtare i più suscettibili.

Il problema non è solo delle ragazzine che pur di rimanere nel gruppo fanno di tutto, ma anche dei medici che avendo a che fare con minorenni, devono avvisare le famiglie ed i genitori restano all’allibiti nell’ascoltare quanto hanno combinato e combinano le loro ” bambine”.

Una situazione drammatica che lascia vedere le giovani da un’angolatura diversa da quella che si aspetterebbero i genitori, tanto più che il sesso sembra praticato anche a scuola, altro luogo sacro per le famiglie.

Schemi tradizionali superati, la società oggi è profondamente diversa dal passato e ci sono ragazzine che si prostituiscono per pochi euro, per un  profumo, un rossetto o una ricarica, segno che andiamo alla totale distruzione dei valori etici e morali di cui ci siamo nutriti qualche anno fa.

Non è per fare i moralisti, perchè le scappatelle, e le gravidanze “indesiderate” sono sempre esistite ma ora ci sembra si stiano superando i limiti per le età inconsuete e i luoghi in avvengono gli “incontri”.

Il futuro non sarà roseo per chi farà famiglia, con questi problemi crescenti, oltre a quelli di lavoro

Giuseppe Criseo

Varese Press

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