Regione Lombardia nega il patrocinio al Varese Pride: "Non rientra tra le priorità

Arcigay Varese: "La lotta ai pregiudizi e la difesa delle persone non possono non essere un priorità"

Regione Lombardia nega il patrocinio al Varese Pride: "Non rientra tra le priorità strategiche della politica regionale"

Arcigay Varese: "La lotta ai pregiudizi e la difesa delle persone non possono non essere un priorità"


Varese, 7 maggio 2018

Regione Lombardia nega il patrocinio per il Varese Pride. Lo ha appreso Arcigay Varese nella lettera di motivazione del diniego, in cui si spiega che l’evento “non rientra tra le priorità strategiche della politica regionale”.

“Fa specie che la lotta al bullismo, alla discriminazione, all'emarginazione delle persone omosessuali, bisessuali e trans e soprattutto la visibilità delle persone LGBTI non siano tra le priorità strategiche della politica regionale” – dichiara Giovanni Boschini, presidente di Arcigay Varese, associazione organizzatrice dell'evento.

“Questi temi dovrebbero essere una priorità strategica per tutte le amministrazioni che vogliano una società inclusiva e che rigettino qualsiasi forma di discriminazione nei confronti dei propri cittadini, a scuola, in famiglia, sul posto di lavoro.

Andremo avanti con il sostegno delle tante istituzioni e delle tante persone che invece il Pride hanno deciso di sostenerlo e con esso i valori che vuole trasmettere, ma con questa scelta Regione Lombardia ha riconfermato, dopo i convegni sulla famiglia tradizionale e i centralini anti-gender, di essere completamente fuori dal tempo.” conclude Boschini.

La comunicazione di Regione Lombardia arriva a pochi giorni dal 17 maggio, giornata in cui si celebrerà la giornata internazionale contro l’omofobia, la bifobia e la transfobia.

Al di là dell’evento l'associazione evidenzia che Regione Lombardia non ha al momento attiva alcuna iniziativa per contrastare il fenomeno della discriminazione e dello stigma nei confronti delle persone omosessuali, bisessuali e trans.


Arcigay dimentica che la politica decide coi suoi modi e tempi.
Fontana è il presidente ed ha piena facoltà di scegliere le priorità, i tempi e i modi di intervenire: questa è realtà, anche se può non piacere.
E anche sulla questione Gender, non capisco qual è lo stupore, la Lega ma in genere tutto il centro-destra pur con qualche lieve differenza, difende compatto la famiglia tradizionale e come criticarlo?
Ognuno ha le proprie opinioni, quando vincerà e se un giorno vincerà ancora la sinistra le cose cambieranno.

Il tempo mitiga ogni gran piaga.


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