Gazzada Schianno ospita il convegno internazionale su Liutprando Re dei Longobardi

Promosso dall’Università Cattolica del Sacro Cuore, dalla Regione Lombardia e dal Centro studi longobardi, l’incontro si svolgerà il 3 maggio al Collegio Borromeo di Pavia e proseguirà nei giorni successivi, fino all’8 maggio, a Villa Cagnola di Gazzada Schianno.

Liutprando Re dei Longobardi sarà l'indiscusso protagonista

Liutprando Re dei Longobardi sarà l'indiscusso protagonista del Terzo convegno internazionale (Pavia-Gazzada 3-8 maggio 2018) promosso dal Centro Studi Lombardi.

Il grande evento si aprirà a Pavia, antica capitale dei longobardi, giovedì 3 maggio 2018 alle 9.30 con il Terzo convegno internazionale del Centro studi longobardi, dal titolo:

“Liutprando Re dei Longobardi”, celebrativo dei 1450 anni dall’arrivo del popolo longobardo in Italia al seguito di Alboino (568).

Promosso dall’Università Cattolica del Sacro Cuore, dalla Regione Lombardia e dal Centro studi longobardi, l’incontro si svolgerà il primo giorno, 3 maggio, al Collegio Borromeo di Pavia e proseguirà nei giorni successivi, fino all’8 maggio, a Villa Cagnola di Gazzada Schianno.

Si tratta del più rilevante «appuntamento scientifico – ha osservato Cristina Riva, consigliere delegato alla Cultura della Provincia di Varese, che è tra gli enti patrocinatori dell’evento – a livello internazionale su un tema storico di straordinaria rilevanza, che ha dato origine al medioevo italiano.

Un incontro tanto più significativo per le presenze longobarde nella nostra Provincia a cominciare dal sito Unesco di Castelseprio, che sarà anche oggetto di una visita».

Dello stesso avviso l’assessore regionale all’Autonomia e alla Cultura Stefano Bruno Galli.

“Parlare di Longobardi per una Regione che da questo popolo germanico ha preso il suo nome è un modo per recuperare le radici profonde del nostro territorio, la sua cultura e l’identità di un popolo.

Ma è l’intera area regionale ad esprimere e conservare le memorie che ci portano a questo popolo, dalla capitale Pavia – con i resti mortali del Re Liutprando – alla cappella di Teodolinda di Monza, al complesso di Santa Giulia di Brescia o al cenobio di Santa Maria di Cairate”.

“Sono molto grato – ha aggiunto il prof. Gabriele Archetti, docente di Storia medievale all’Università Cattolica e direttore scientifico del convegno – alle istituzioni che hanno creduto nel nostro progetto di ricerca, a cominciare dalla Regione Lombardia che nel 2014 ha istituito il Centro studi longobardi allo scopo di valorizzare il patrimonio del sito seriale Unesco sui longobardi attraverso la ricerca.

Il senso della storia diventa più chiaro se la si indaga con sempre maggiore lucidità e la civiltà longobarda è tra i lasciti che maggiormente hanno influenzato le vicende successive».

Quasi un centinaio di relatori provenienti non solo dall’Europa, 25 borse di studio a giovani studiosi italiani e stranieri, un numero cospicuo di studenti e di scuole superiori impegnate nell’alternanza scuola-lavoro, il patrocinio scientifico di 30 università e di un numero significativo di istituzioni scientifiche, culturali e di ricerca, sono alcuni dati che danno conto di un appuntamento che si presenta come tra i più rappresentativi a livello internazionale. Un impegno che è stato riconosciuto e premiato, tra gli altri, con l’“Alto Patronato del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella” e con la concessione dell’“Alto Patrocinio del Presidente del Parlamento Europeo Antonio Tajani”, oltre che col patrocinio della Commissione Europea, del Pontificio Consiglio della Cultura della Santa Sede e dell’Istituto della Enciclopedia Italiana Giovanni Treccani.

Intorno alla sua figura si concentrano i lavori del Terzo convegno internazionale del Centro studi longobardi che, muovendo dai resti monumentali della capitale pavese, indaga l’eredità liutprandea e la memoria che nel corso dei secoli la sua immagine e la cultura longobarda hanno ispirato a uomini di governo, letterati e artisti fino al Novecento.

Liutprando, il Re cattolico

Re cattolico, costruttore e restauratore di chiese, Liutprando (712-744) incarna il momento di massima potenza politica del regno longobardo che, sfruttando i gravi contrasti che indebolivano l’Italia bizantina, lacerata dalla controversia iconoclasta, riuscì a estendere i possessi longobardi in Emilia, a prendere per breve tempo Ravenna e spingersi fino alle porte di Roma, riprendendo il controllo sui ducati ribelli di Spoleto e Benevento.

Nel 742, a Terni, si riappacificò con il papato restituendo alcuni territori posti ai confini del ducato romano; essendo però riprese le ostilità contro i bizantini dell’esarcato, ricevette papa Zaccaria a Pavia per le trattative di pace, e morì poco dopo la partenza del pontefice.

Amico dei franchi, che soccorse in Provenza nella guerra contro le milizie islamiche, introdusse una legislazione ispirata ai princìpi cristiani sancendo la definitiva conversione del suo popolo e fece trasportare a Pavia dalla Sardegna, minacciata dai saraceni, le reliquie di sant’Agostino.

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