Il 18 agosto 1642 morì Guido Reni, l’artista dal “pennello angelico”

Il 18 agosto 1642 morì Guido Reni, l’artista dal “pennello angelico”   Il 18 agosto 1642 morì a Bologna il pittore Guido Reni. Dotato di molti talenti, abbandonò presto gli studi di musica, folgorato dalle belle arti. Innamorato del Rinascimento italiano, entrò però nella bottega del grande artista fiammingo Denijs Calvert. Si confrontò con Francesco Albani e con il il Domenichino quando erano apprendisti come lui, ma contemporaneamente studiò l’immaginario offerto da...

Il 18 agosto 1642 morì Guido Reni, l’artista dal “pennello angelico”   Il 18 agosto 1642 morì a Bologna il pittore Guido Reni. Dotato di molti talenti, abbandonò presto gli studi di musica, folgorato dalle belle arti. Innamorato del Rinascimento italiano, entrò però nella bottega del grande artista fiammingo Denijs Calvert. Si confrontò con Francesco Albani e con il il Domenichino quando erano apprendisti come lui, ma contemporaneamente studiò l’immaginario offerto dall’arte internazionale attraverso le incisioni. Copiò Raffaello per riprodurre ancora e ancora il mistero della bellezza e della grazia, che l’urbinate conosceva in modo perfetto. Lasciata la bottega del Calvaert, entrò nella prestigiosa Accademia dei Desiderati, fondata dai Carracci. Era sempre in cerca della perfezione, ma contemporaneamente di intuire e intraprendere nuove vie di espressione e tecnica. Annibale Carracci disse di lui al cugino Ludovico, come ci ricorda il Malvasia: "Non vedi come non è mai contento? Egli cerca sempre cose nuove”. Realizzò capolavori per cardinali e sovrani, volando più in alto delle gelosie, inimicizie e rivalità che lo circondavano sempre. I contemporanei lo consideravano un modello di bellezza, ma l’artista vedeva davanti a sé frontiere sempre nuove e irraggiungibili di armonia. Cercava per la propria arte qualcosa di immateriale, di assoluto. Qualcosa che si pone oltre l’umano e che definì, in una lettera “pennello angelico”. Nella foto, alcuni dei capolavori di Guido Reni   Roberto Malini Cultura e Diritti Civili Varese Press - Rubrica Art-niversary