Bonalberti, intervento su Rovereto

Avevamo appena compiuto un piccolo passo in avanti con l’incontro dei laici e popolari a Rovereto di Sabato 18 Luglio scorso che, subito, qualche amico si preoccupa di presunte fughe in avanti, pronto a rivendicare primogeniture obsolete e prudenze fuorvianti rispetto a quanto sta accadendo nella politica italiana ed europea. L’amico sen. Ivo Tarolli aveva ben sintetizzato quanto avevamo discusso nella casa del beato Rosmini, sabato scorso, inviandoci questo appello: “Se vogliamo d’avvero che...

Avevamo appena compiuto un piccolo passo in avanti con l’incontro dei laici e popolari a Rovereto di Sabato 18 Luglio scorso che, subito, qualche amico si preoccupa di presunte fughe in avanti, pronto a rivendicare primogeniture obsolete e prudenze fuorvianti rispetto a quanto sta accadendo nella politica italiana ed europea. L’amico sen. Ivo Tarolli aveva ben sintetizzato quanto avevamo discusso nella casa del beato Rosmini, sabato scorso, inviandoci questo appello: “Se vogliamo d’avvero che tale incontro costituisca lo spartiacque con i passati 22 anni di frammentazione e di irrilevanza, ognuno deve impegnarsi, in questa fase, a promuovere una grande operazione culturale! Attraverso la Costituzione di Gruppi Civici Territoriali! La sollecitazione di incontri! Dibattiti! E contributi sia sulla stampa che nelle televisioni, utilizzando anche le straordinarie opportunità del web.” Parole che sono suonate come dolci note musicali alle orecchie di chi come me, don chisciotte nella lunga stagione della diaspora (1994-2007) e senza maschera, dalla formazione dei circoli Insieme e di ALEF ( Associazione Liberi e Forti), si è sempre battuto per la ricomposizione dell’area popolare con motivazioni certamente non riconducibili e/o riducibili a inconcludenti e regressivi sentimenti nostalgici. Sono, infatti, da sempre convinto che, nel deserto delle culture politiche che hanno caratterizzato la seconda Repubblica (1994-2011) e in questa trasformistica fase di passaggio dal” golpe blanco” di Napolitano (Novembre 2011) ad oggi, la risposta più avanzata ai temi posti dalla globalizzazione e dal dominio del turbo capitalismo finanziario, possa e debba avvenire ancora una volta dagli orientamenti espressi dalla dottrina sociale della Chiesa e dalla conseguente assunzione di laica e autonoma responsabilità da parte dei cattolici e di tutti gli uomini di buona volontà nella “città dell’uomo”. Permanere nella difesa delle piccole botteghe, case e casette più o meno credibili, seppur amorosamente e con fatica costruite e custodite, non è solo anacronistico, ma, oggettivamente, impediente la possibilità di concorrere seriamente alla costruzione del nuovo soggetto politico di cui abbiamo discusso e convenuto prima, durante e continueremo a discutere dopo Rovereto. La pretesa, infine, come quella espressa dall’amico ex deputato europeo, On. Gemelli del Nuovo CDU, di considerare documenti apocrifi quelli diligentemente diffusi dal sen Tarolli, solo perché non hanno ricevuto l’approvazione di qualcuno dei presenti a Rovereto, è del tutto fuori luogo e tale da non favorire il procedere del progetto. Al massimo si dovrà prendere atto di un diverso grado di maturazione da parte di alcuni rispetto ai tempi di realizzazione del progetto stesso. Se l’amico Gemelli ascrive alla propria bella e apprezzata esperienza politica il merito di non averla ridotta a mera espressione letteraria e verbale, ma fatta scendere nella realtà concreta della verifica elettorale, vorrei sommessamente ricordargli quanto abbiamo saputo realizzare anche noi Popolari del Veneto nelle recenti elezioni regionali a sostegno della lista Tosi ( 12% in soli settanta giorni di campagna elettorale) e con l’entusiasmante vittoria della lista Brugnaro, da noi appoggiata con la lista civica e popolare di Boraso, nel rinnovo del consiglio Una ripartenza dal basso, quella operata con l’amico Mimmo Menorello, leader dei Popolari per l’Italia del Veneto, con il quale abbiamo contribuito a redigere il Manifesto per un Veneto Popolare che ritengo possa rappresentare una risorsa qualificante per l’insieme del movimento dei Popolari italiani. Ecco perché, raccogliendo la pur comprensibile prudenza di Gemelli, convinti come siamo che non alberghi in lui alcun egoistico sentimento di solipsistica chiusura o, peggio, di malcelata presuntuosa volontà di assorbimento amebico di tutti nel suo collaudato contenitore partitico, oso sperare che prevalga nei più l’ottimismo della volontà sul pessimismo della ragione con due indicazioni operative: Primo, si costituisca da subito un comitato provvisorio paritetico a Roma, espressivo di tutte le anime che hanno concorso alla preparazione e gestione dell’incontro di Rovereto, aperto alla partecipazione di quanti non hanno potuto essere con noi in quella sede; contemporaneamente, come con grande coraggio ha suggerito Tarolli, si proceda a far sorgere ovunque sia possibile, dei Gruppi Civici Territoriali, autentiche comunità di partecipazione popolare, laica e democratica tra cittadini che, condividendo la lettera appello ai Popolari Italiani di Rovereto, nella loro autonoma appartenenza politico partitica, sono interessati a concorrere a far nascere il nuovo soggetto politico di cui discutiamo da molto, troppo tempo. Avendo consapevolezza, caro Gemelli, che, al di là delle nostre eventuali presuntuose e frettolose aspirazioni o meditate e prudenti attese, la politica in Italia e in Europa corre con tempi rapidissimi che non ci consentono strategie equivoche e a perdere, come quelle di un passo avanti e due indietro.   Ettore Bonalberti www.alefpopolaritaliani.eu www.don-chisciotte.net