Malattia polmonare indotta da un collirio a base di Levofloxacina

 "Inoltre, non è mai stato segnalato che il collirio causi lesioni ai polmoni. Da ora in poi siamo  consapevoli che il collirio, come forma di dosaggio causale, può provocare una malattia polmonare indotta da farmaci. "Non è sicuro esattamente come il farmaco abbia innescato l'insufficienza respiratoria del paziente - ma i medici hanno concluso che si trattava di una "allergia ritardata". Credono che il farmaco abbia imitato un antigene che attiva le cellule immunitarie, provocando quindi i sintomi del paziente. Spiegherebbe il suo alto numero di linfociti. Nel caso clinico, hanno anche avvertito che un maggior numero di casi di danno polmonare indotto da levofloxacina aumenta la prevalenza della cataratta. Si stima che 4,5 milioni di adulti nel Regno Unito e 24 milioni negli Stati Uniti soffrano della condizione, che si verifica quando l'occhio diventa torbido con l'età,  mentre in Italia  sono operate 560 mila persone ogni anno, donne più che uomini. La pneumopatia indotta da farmaci, evidenzia Giovanni D'Agata presidente dello “Sportello dei Diritti”, non è una malattia singola, ma piuttosto, un'entità clinica complessa in cui un paziente senza precedenti malattie polmonari sviluppa sintomi respiratori, alterazioni alla RX torace, peggioramento della funzionalità respiratoria, alterazioni istologiche, o numerosi fra questi reperti in associazione con la terapia farmacologica. Più di 150 farmaci o categorie di farmaci sono stati descritti come cause di pneumopatia; di rado il meccanismo è noto, ma si pensa che molti farmaci provochino una risposta da ipersensibilità. Alcuni farmaci possono provocare diversi tipi di lesione in pazienti diversi. In base al farmaco, le sindromi farmaco-indotte possono determinare fibrosi interstiziale, polmonite organizzativa, asma, edema polmonare non cardiogeno, versamento pleurico, eosinofilia polmonare, emorragia polmonare o malattia veno-occlusiva.  

Lecce, 12 maggio 2018                                                                                                                                                                                            

Giovanni D’AGATA