RICICLAGGIO DI DENARO DALLA SVIZZERA: SEQUESTRATI VALORI PER OLTRE 4 MILIONI DI EURO E INDAGATO UN RESPONSABILE

COMUNICATO STAMPA RICICLAGGIO DI DENARO DALLA SVIZZERA: SEQUESTRATI VALORI PER OLTRE 4 MILIONI DI EURO E INDAGATO UN RESPONSABILE I finanzieri della Sezione Riciclaggio del Nucleo di Polizia Tributaria di Brescia hanno eseguito un provvedimento di sequestro preventivo per oltre 4 milioni di euro, disposto dalla Sezione Riesame del Tribunale Ordinario di Brescia, a seguito di appello proposto dal Pubblico Ministero avverso l’ordinanza di rigetto del giudice per le indagini preliminari, nei con...

COMUNICATO STAMPA RICICLAGGIO DI DENARO DALLA SVIZZERA: SEQUESTRATI VALORI PER OLTRE 4 MILIONI DI EURO E INDAGATO UN RESPONSABILE I finanzieri della Sezione Riciclaggio del Nucleo di Polizia Tributaria di Brescia hanno eseguito un provvedimento di sequestro preventivo per oltre 4 milioni di euro, disposto dalla Sezione Riesame del Tribunale Ordinario di Brescia, a seguito di appello proposto dal Pubblico Ministero avverso l’ordinanza di rigetto del giudice per le indagini preliminari, nei confronti di un soggetto residente in Brescia, indagato per riciclaggio di proventi derivanti da reati tributari. L’attività investigativa trae origine dallo sviluppo di “segnalazioni di operazioni sospette” della Banca d’Italia a carico di un pensionato bresciano, ex operaio, nei confronti del quale erano state rilevate anomalie riguardanti l'origine del patrimonio detenuto in Svizzera, oggetto di rimpatrio giuridico (alternativo a quello fisico), effettuato nel dicembre del 2009 usufruendo del cosiddetto "scudo fiscale ter" (D.L. 78/2009 e succ. mod.), consistente nel lasciare le attività finanziarie nello Stato estero, ma intestandole ad una fiduciaria italiana che fungeva da sostituto d’imposta. Il suddetto patrimonio, pari a 4,2 milioni di euro circa, in virtù di quanto inizialmente dichiarato dall’indagato, rappresentava una donazione, di fatto mai documentata, ricevuta dal genero. Nel corso delle indagini è stato appurato che a carico di quest’ultimo, nel 2007, è stata emessa una sentenza di condanna per reati tributari, nello specifico per dichiarazione fraudolenta mediante l’utilizzo di fatture per operazioni inesistenti annotate nella contabilità della società, operante nel settore del commercio all'ingrosso di metalli e rottami ferrosi, di cui lo stesso era amministratore e socio di maggioranza. Pertanto il suddetto capitale, illecitamente accumulato all’estero dal genero, risulterebbe trasferito all’indagato, al fine di ostacolare l’identificazione della sua provenienza delittuosa e di tutelarlo dalla pretesa tributaria del fisco italiano (avuto riguardo ai debiti erariali maturati, pari a oltre 8 milioni di euro) o da eventuali misure reali dell’Autorità giudiziaria. Nel 2012 l’indagato ha provveduto a reintrodurre in territorio nazionale parte delle predette somme, effettuando un ingente finanziamento soci nei confronti di una società immobiliare per 2 milioni di euro. La suddetta società, operante nella costruzione e compravendita di immobili, è stata costituita appena due mesi prima del predetto finanziamento ed è risultata riconducibile al genero dell’indagato. In esecuzione del provvedimento di sequestro preventivo emesso dal Tribunale di Brescia sono stati sottoposti a vincolo cautelare disponibilità finanziarie per oltre 4 milioni di euro e il capitale sociale della società immobiliare sopra citata, di pertinenza del soggetto sottoposto alle indagini