Operazione “TRANSILVANIA con arresti tra Ungheria ed Ucraina

COMUNICATO STAMPA OPERAZIONE “TRANSILVANIA” ARRESTATE 4 PERSONE: ASSOCIAZIONE PER DELINQUERE E RICICLAGGIO A SEGUITO DI REATI FISCALI. INDAGATE 35 PERSONE E COINVOLTE 17 IMPRESE. SEQUESTRI PREVENTIVI DI BENI PER OLTRE 9,3 MILIONI DI EURO I militari del Gruppo Tutela Finanza Pubblica del Nucleo di Polizia Tributaria Brescia, sotto la direzione della Procura della Repubblica di Brescia, hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di 4 persone (3 in carcere e 1 agli...

COMUNICATO STAMPA OPERAZIONE “TRANSILVANIA” ARRESTATE 4 PERSONE: ASSOCIAZIONE PER DELINQUERE E RICICLAGGIO A SEGUITO DI REATI FISCALI. INDAGATE 35 PERSONE E COINVOLTE 17 IMPRESE. SEQUESTRI PREVENTIVI DI BENI PER OLTRE 9,3 MILIONI DI EURO I militari del Gruppo Tutela Finanza Pubblica del Nucleo di Polizia Tributaria Brescia, sotto la direzione della Procura della Repubblica di Brescia, hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di 4 persone (3 in carcere e 1 agli arresti domiciliari). Tre degli arrestati (F.S., 56 e G.S. 29, entrambi di Chiari e M.I. 43 di Ospitaletto) vivono e lavorano in provincia di Brescia, anche se F.S. risulta iscritto all’A.I.R.E. poiché formalmente residente in Romania; il quarto (T.B., 32) vive stabilmente a Bucarest (Romania) da una decina d’anni. L’ipotesi di reato per la quale si procede è l’associazione per delinquere finalizzata alla commissione di un numero indeterminato di reati fiscali, ovvero emissione ed annotazione di fatture fittizie e occultamento delle scritture contabili, riciclaggio dei proventi illeciti con l’aggravante della transnazionalità del reato. L’Operazione “TRANSILVANIA” che ha interessato, oltre al territorio nazionale, anche i territori esteri di Romania (da qui il nome dell’operazione “Transilvania”), Ungheria ed Ucraina, ha preso avvio da una serie di accertamenti posti in essere dal Nucleo di PT Brescia nei confronti di una società, all’epoca dei fatti con sede legale e domicilio fiscale in questa Provincia, rivelatasi, all’esito delle investigazioni svolte, il vero “volano” dell’attività criminosa. I successivi approfondimenti permettevano di individuare due figure (padre e figlio) quali principali attori di un vasto ed articolato sistema fraudolento che ha portato all’accertamento di fatture false per circa 165 milioni di euro e all’individuazione delle “retrocessioni” di denaro contante per un importo complessivo stimato in circa 20 milioni di euro. G