Madre chiude nell'auto rovente la bimba di tre anni e fa la spesa: salva

Madre chiude nell'auto rovente la bimba di tre anni e fa la spesa: salva
  Ennesimo fatto di cronaca di un altro bambino in tenerà età dimenticato in auto. L'episodio è successo ieri a Curtatone (Mantova) quando una mamma ha lasciato in auto la figlia di tre anni nel parcheggio di un ipermercato, ed è andata a fare la spesa, in una giornata in cui la temperatura esterna superava i 36 gradi. Arrivata ieri pomeriggio alle 17 al supermercato in au...

Madre chiude nell'auto rovente la bimba di tre anni e fa la spesa: salva

  Ennesimo fatto di cronaca di un altro bambino in tenerà età dimenticato in auto. L'episodio è successo ieri a Curtatone (Mantova) quando una mamma ha lasciato in auto la figlia di tre anni nel parcheggio di un ipermercato, ed è andata a fare la spesa, in una giornata in cui la temperatura esterna superava i 36 gradi. Arrivata ieri pomeriggio alle 17 al supermercato in auto, la donna ha lasciato la figlia nell'abitacolo, con il finestrino socchiuso, per entrare nel negozio e fare la spesa. Forse pensava di impiegarci pochi minuti e invece, stando alle testimonianze, la donna è ritornata solo dopo mezzora. Nel frattempo, intorno alla sua auto c'erano i vigili del fuoco, i carabinieri, la polizia locale e un'ambulanza allertati dalla guardia giurata. L'episodio non ha avuto conseguenze perché un vigilante del supermercato, attirato dal pianto disperato della bimba, ha evitato il peggio. Non c'è stato bisogno di ricovero in ospedale dato che è bastato darle da bere e la bimba si è ripresa subito. La donna rischia ora una denuncia per abbandono di minore. Ogni volta che la cronaca riporta questo tipo di fatti, commenta Giovanni D'Agata, presidente dello “”, la nostra associazione li cita affinché questi episodi assurdi, che possono essere evitati, non accadano più. Quanti altri bambini dovranno morire ancora prima di prendere provvedimenti? L’unico modo per azzerare questo tipo di incidenti è posizionare sul sedile delle auto un sistema salvavita anti-distrazione come quello oggi utilizzato per mettere le cinture. Lecce, 09 luglio 2017                                                                                                                                                                                              Giovanni D’AGATA soluzione? un app Neonati e bambini lasciati in auto. Un sensore e un app sullo smartphone per ricordare la presenza dei piccoli in macchina. Dispositivi che potrebbero diventare obbligatori nel Codice della Strada   Dopo aver commentato l'ennesimo fatto di cronaca di un altro bambino in tenerà età dimenticato in auto, lo “ Sportello dei Diritti” ha ricevuto da parte di attenti cittadini alcune proposte per evitare che eventi di tal fatta si ripetano e che intendiamo rilanciare perchè meritano estrema attenzione e la presa in considerazione da parte delle case automobilistiche e dei produttori di seggiolini per bambini o addirittura di un intervento legislativo, magari con una modifica al Codice della Strada, affinchè diventino obbligatori. E l'idea che merita maggiore interesse è tanto semplice quanto fattibile: un semplice sensore sul seggiolino collegato all'autovettura, anche tramite sistemi bluethoot o wifi, e che a veicolo spento e porte chiuse dopo cinque minuti o un lasso di tempo minore segnala e ricorda la presenza del piccolo tramite una banale app o con una chiamata sullo smartphone dei genitori o di coloro a cui sono affidati i piccoli. Sensori sui sedili sono di serie ormai su tutte le vetture per ricordarsi di mettere le cinture, mentre ormai quasi tutte le macchine sono provviste di sistemi bluetooth o wifi che comunque possono essere adattati anche ai veicoli già su strada. Non vediamo perchè un sistema salvavita così semplice non sia stato pensato prima e non possa essere realizzato anche perchè con gli stili di vita di oggi sembra che molti genitori, specia tra i più giovani, siano più attenti a controllare i display dei propri telefonini iperconnessi piuttosto che i propri bambini come c'insegnano i fatti di cronaca cui periodicamente siamo costretti ad assistere.