Cacciatori di frodo, ma avevano il fucile rotto e smontato

Cacciatori di frodo, ma avevano il fucile rotto e il giudice monocratico, su richiesta del VPO e dei loro legali li assolve per non aver commesso il fatto. Una notte di aprile di tre anni fa due uomini percorrevano a bordo della loro auto, molto lentamente la provinciale tra e la Rasa e con una torcia elettrica illuminavano la vegetazione al bordo della strada. Lo strano comportamento aveva insospettito le guardie venatorie che controllavano il territorio nella notte. Fermata...

Cacciatori di frodo, ma avevano il fucile rotto e il giudice monocratico, su richiesta del VPO e dei loro legali li assolve per non aver commesso il fatto.

Una notte di aprile di tre anni fa due uomini percorrevano a bordo della loro auto, molto lentamente la provinciale tra e la Rasa e con una torcia elettrica illuminavano la vegetazione al bordo della strada. Lo strano comportamento aveva insospettito le guardie venatorie che controllavano il territorio nella notte. Fermata l’auto trovarono a bordo sotto un sedile un fucile da caccia smontato e alcune cartucce. Risultato del controllo fu la denuncia dei due passeggeri, un 54 enne e un 68 enne per esercizio venatorio in periodo non consentito. Nel giudizio avanti il giudice monocratico Valentina Maderna di lunedì scorso è stata accolta l’istanza del Vice Procuratore Onorario Aldo Macciani e dei difensori dei due imputati e sono stati assolti perché il fatto non sussiste. Infatti, l’arma rinvenuta all’interno dell’auto e custodita smontata in un astuccio era rotta e inutilizzabile, era destinata alla riparazione e nello stato in cui si trovava non poteva essere sicuramente considerata pronta all’uso. Inoltre, i due stavano soltanto procedendo in auto lungo una strada trafficata e non stavano certo vagando nei boschi con un’arma pronta. Dopo una breve camera di consiglio è stata decisa l’assoluzione per entrambi gli imputati e disposta la restituzione del fucile che era stato sequestrato e che ora potrà essere finalmente portato da un armaiolo per essere aggiustato. Questa è un’altra di quelle incredibili vicende che intasano il sistema giudiziario italiano, rallentando le procedure di vicende ben più importanti (ce la faremo a farcela?). Brinzio 14 marzo 2018 Fabrizio Sbardella